CURIOSANDO

Venerdì 17, quanto questo giorno è temuto, e perché?

Pregiudizi, cultura popolare, superstizione individuale, o influenza collettiva? È davvero possibile avere paura di un giorno del calendario?

Chi può dire di non avere tra le sue conoscenze una persona che teme il “terribile” venerdì 17? Questo giorno è considerato sfortunato in modo particolare in Italia e in altri paesi di origine greco-latina.
 
Un preconcetto alquanto curioso che va ricercato nell’unione di due elementi particolari, ovvero il Venerdì Santo, giorno della morte di Gesù, e il numero 17.
 
Ma perché ancora oggi, c’è chi non uscirebbe neppure di casa in questo giorno? E cosa porta un essere umano che vive nel 2018, i casi più estremi, ad “armarsi” di amuleti, stratagemmi per scacciare la negatività di un giorno che sappiamo tutti è come qualsiasi altro?
 
Facciamo un passo indietro nel tempo… “Curiosiamo”.  
 
Dal mondo religioso, una motivazione è che nell’Antico Testamento la data di inizio del diluvio universale è il 17, e secondo la Bibbia lo stesso giorno sarebbe morto Gesù. Dai pensatori dell’Antica Grecia e seguaci di Pitagora si sa che disprezzavano il numero 17 poiché era tra il 16 e il 18, i numeri che rispecchiavano perfettamente la rappresentazione di quadrilateri. E in ultimo, ma non per ultimi…  sulle tombe dell’ Antica Roma era usanza scrivere “VIXI”, ovvero “ho vissuto”, “sono morto”. Scritta che nel Medioevo, però, a causa dell’analfabetismo molto diffuso venne confusa con il numero 17 che invece era XVII.
 
Pregiudizi, cultura popolare, superstizione individuale, o influenza collettiva? È davvero possibile avere paura di un giorno del calendario?

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Ritratto di Cristina Desogus

Biografia

Cristina Desogus è nata a Torino il 9 Luglio 1972. Passa il periodo della prima infanzia nel paese natale, per poi trasferirsi definitivamente in Sardegna. Da ragazza porta a termine gli studi scientifici e socio-psico-pedegogici. Coltiva da sempre tante passioni, tra cui la fotografia, la letteratura, la musica, l’arte in tutte le sue espressioni e ama smisuratamente gli animali senza distinzione di razza.